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Giocatore compulsivo slot machine

Giocatore compulsivo slot machine

Non ci è stata fornita la possibilità di spegnerlo. Non esiste un interruttore che compia un reset o semplicemente stacchi la spina per qualche ora. Come fare a scacciarlo? Come allontanare la sofferenza di un ricordo o di un evento che non vorremmo fosse successo? Alcol, droghe e gioco sono le risposte più facili da trovare. A livello sociale dovremmo non tanto proibire il gioco legale ma proibirne la pubblicità e anzi, come avviene sui pacchetti di sigarette, esporre sulle slot machine o nelle ricevitorie pubblicità negative che avvertano sui rischi collegati al gioco.

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Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. Sono un ex giocatore delle slot machine e scrivo questa lettera aperta che non è altro che una riflessione e mi auguro possa servire a qualcuno. Per prima cosa domandati perché stai leggendo questa mia lettera, sono due le opzioni: Sappi che non voglio farti la morale e dirti quanti soldi stai buttano o dirti che giocare è deleterio, sono tutte cose che sai già, provo solo a dirti come ho IMPARATO ad avere il terrore delle slot machine.

Come tutte le dipendenze si comincia poco alla volta , ricordo benissimo di aver giocato 70 Euro, che sono pochi e nello stesso tempo sono molti, era il contante che avevo in tasca, una volta uscito dalla sala quel giorno dissi a me stesso che era una cosa da pazzi entrare in quei posti e la cosa sembrava terminata li. Le sfumature che portano a giocare tanto e assiduamente sono molteplici e non basta una lettera per analizzarle.

Con il tempo la frustrazione si era impossessata di me in tutti gli ambiti, dalla vita privata alla vita sociale , ero diventato schivo, nervoso e BUGIARDO, si bugiardo perché a casa dovevo trovare ottime scuse per giustificare la sparizione dei risparmi e non esiste cosa peggiore e puoi immaginare il perché. Da quel momento tutti i soldi che mi passavano per le mani obbligavo me stesso a darli a mia moglie sempre stata ignara del mio problema anche se sospettosa feci una riflessione e presi una decisione, decisi di andare comunque nella sala slot non come giocatore ma solo come osservatore con niente in tasca, e con niente intendo proprio zero soldi!

Non portavo nemmeno il bancomat per non farmi prendere dalla voglia di prelevare. Iniziai ad analizzare i comportamenti delle persone mentre giocavano ed è tremendamente sorprendente quello che si percepisce e si comprende da osservatore , potrei stare ore a raccontare aneddoti e situazioni. Quello che osservavo io era quello che gli altri vedevano in me stando al di fuori e mi ha completamente aperto gli occhi, in quei giorni ho cominciato ad avere paura delle slot, questa paura è cresciuta a tal punto che non ho più inserito un centesimo ed è un anno che non gioco.

Oggi sono completamente terrorizzato e ogni persona che vedo giocare anche al bar vorrei avvicinarmi e fargli un discorso di ore per farlo smettere, questa dipendenza uccide senza saperlo. Quindi caro giocatore, non devi smettere perché perdi soldi, non devi smettere perché potresti diventare un senza tetto, non devi smettere perché stai distruggendo la tua vita, devi smettere perché stai distruggendo la vita di chi ti ama e ha bisogno di te, loro non devono pagare per i tuoi errori, fosse anche solo il tuo cane.

Naturalmente sto pagando ancora le conseguenze e so che per ritornare al tenore di vita che avevo prima un tenore di vita normalissimo ci vorrà qualche anno ma sono sereno, sono tornato a sorridere, sono tornato a godere della mia vita fatta di piccolissime cose , la serenità e la consapevolezza mi rende forte e fiducioso per il futuro. Se tu che stai leggendo pensi che le mie parole possano essere esagerate, devi sapere che molte persone sono state o sono nella situazione da me descritta, non hanno il coraggio di dirlo come non lo avevo io, sono molti di più di quello che si possa pensare e sono persone normalissime che faticano a gestire le proprie debolezze e vanno aiutate. Va alla ricerca di una nuova finanziaria e ottiene, con estrema facilità, altri euro.

A quel punto fa un mezzo passo falso. Sua moglie scopre un prelievo fatto di nascosto dal suo bancomat e gli fa una scenata. Non si trattiene e le svuota il conto corrente. La banca chiama sua moglie, per segnalare il rosso. Scoppia il putiferio. Giovanni, con le spalle al muro, accetta di farsi aiutare. Si rivolge a un Sert e, dopo alcuni colloqui individuali viene inserito in un gruppo. Lui si fa forza con queste parole: Per tre volte, in passato, Giovanni ha avuto problemi con l'alcol.

Poi è passato alla birra. Nel , dopo un ricovero ospedaliero e un percorso di psicoteraapia, ce l'ha fatta ad uscire dalla dipendenza. Da allora non sente più alcun desiderio di bere. Ma il suo problema, la sua dipendenza, ora è il gioco. Giovanni va al Sert per un anno e mezzo. Vuole guarire. Per saldare i debiti accumulati, 20mila euro circa, ottiene un anticipo cedendo un quinto della pensione: Nel gruppo di analisi del Sert fa amicizia con una donna che, come lui, ha il vizio del gioco.

I due vanno regolarmente agli incontri, seguiti da una dottoressa, ma al contempo si rimettono nei guai tornando a bazzicare i bar con le macchinette, ovviamente di nascosto. Giovanni si rimette a chiedere soldi a chi gli è più vicino. Qualche amico, il fruttivendolo Riparte da euro. Nel giro di pochi mesi arriva a cinquemila e cinquecento 4mila da restituire con bollettini da euro al mese, più con una rata da 60 euro.

Ogni volta che si ritrova dei soldi in tasca li spende subito in poche ore, sempre alle solite slot machine. La sua massima vincita è stata di euro in tre ore di gioco. Tutto a colpi di monete da due euro. Ai debiti si sommano nuovi debiti. La situazione si fa disperata. Il 13 settembre Giovanni scappa di casa. In una scatola riposta nel box lascia tutte le ricevute e i bollettini che testimoniano la sua disperazione. Prima di fuggire preleva di nascosto gli ultimi euro dal bancomat della moglie. Poi le mette la tessera sotto allo zerbino e se ne va. Prende l'autostrada, guida senza avere una meta e raggiunge Parma, la città più vicina.

Dorme due notti in macchina, si nutre con dei pezzi di pane che gli erano rimasti in auto. E, giocando alla slot, finisce tutti i soldi. Gli restano appena 20 euro per far benzina. Sconfitto ancora una volta, solo e disperato, lontano da casa, si aggrappa alla figlia. È lei che lo convince a riprendere la battaglia contro i suoi fantasmi.

Giovanni torna al Sert e, dopo un mese e mezzo, viene riaccolto da sua moglie. Insieme decidono di rivolgersi a un avvocato, per costruire una rete di protezione intorno a Giovanni. La figlia viene nominata amministratore di sostegno. Gestisce lei tutti i soldi del padre. Adesso Giovanni sta bene.

Malati di gioco: viaggio nel mondo della ludopatia

Se vuoi sapere come smettere di giocare, potrebbe esserti utile il mio elenco delle bugie (o meglio delle scuse) che si raccontano i giocatori delle slot machines. Con il termine ludopatia si fa riferimento, in genere, alla “malattia del gioco”. Più informazioni su: Gioco d'azzardo, Psicologia, Pubblicità, Slot Machine anticipo cosa succederà nella slot machine spinge a provare e riprovare per patologico e divengono dipendenti e assuefatti al gioco compulsivo. Quella che ha avuto per strappare il marito dal vizio del gioco, da quella malattia che lei chiama da slot machine e che gli stava consumando la. Spesso quello che da più dipendenza sono le amatissime slot machine, macchinari molto semplici da utilizzare e ripetitivi nel loro meccanismo di gioco, senza. Entra in un bar e si fionda sulle slot machine. Lui e la sua malattia del “gioco compulsivo”, che da anni lo tiene prigioniero. Giovanni, 68 anni. le mangiasoldi slot-machines), bingo, poker, lotterie istantanee e chi più Nei casi più estremi, inoltre, la malattia del gioco compulsivo può.

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